Berlusconi: "Ho cambiato idea, resto"

L'ex premier non lascerà la politica, non si candiderà e spara a zero su Monti. "Vedremo se togliere subito la fiducia"

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

ROMA - Silvio Berlusconi dopo la condanna a quattro per frode fiscale nel processo per i diritti tv Mediaset vede rosso e carica a testa bassa minacciando di togliere la fiducia a Monti, tuonando contro la magistocrazia e rimangiandosi l'idea di un ritiro dalla politica. L'ex premier dopo la condanna non ne vuole più sapere di fare il passo indietro annunciato. Lo aveva già detto al Tg5 prima di pranzo: "Mi sento obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia perché ad altri cittadini non capiti ciò che è capitato a me". Lo ha ribadito nel lungo discorso del pomeriggio a villa Gernetto: non si candiderà a premier, ma intende rimanere in campo e dettare la linea. I cardini del programma sono i soliti: basta tasse, via l'Imu e mai più un'imposta sulla casa, riforma della giustizia e della Costituzione con più poteri al premier, stretta sulle intercettazioni.
La novità è la minaccia di far mancare il sostegno del Pdl all'esecutivo. L'ex presidente del Consiglio sostiene che la spirale della recessione, provocata dalla politica di Monti, minaccia seriamente la ripresa dice basta e minaccia di far cadere il governo. "Nei prossimi giorni - dice - esamineremo la situazione e decideremo se sia meglio togliere immediatamente la fiducia o conservarla dato l'arrivo delle elezioni".
La mossa di Berlusconi, secondo molti osservatori, rafforzerebbe la riunione dei moderati al centro e darebbe una mano alla campagna elettorale di Bersani e Vendola che ora hanno gioco facile ad unirsi nella battaglia contro il ritorno del Cavaliere.
"Altro che unione dei moderati nel nome del Ppe! Le parole di Berlusconi sono il manifesto politico del populismo antieuropeo e autoritario", ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Casini tace ma il segretario Udc Cesa è sulla stessa onda del leader di Fli. Plaude invece il leader della Lega Roberto Maroni, rafforzando l'ipotesi di una nuova ripresa dell'alleanza con il Carroccio.
Il Cavaliere, nel discorso di ieri, se l'è presa soprattutto con i magistrati. Ha detto: "Basta con la magistratocrazia. La giustizia non può andare avanti così. La nostra non è una vera democrazia, ma una dittatura dei magistrati, una magistratocrazia".
Perché disavvventure del genere non succedano "ad altri - continua - mi sento in dovere nel prossimo impegno politico di mettere davanti a tutto l'azione per la riforma della giustizia". Ma Berlusconi ha attaccato anche la Merkel e l'ex presidente francese: "Con quei sorrisi la Merkel e Sarkozy tentarono l'assassinio politico della mia credibilità internazionale". L'ex premier se la prende poi con il trattamento usato dalla Guardia di Finanza con i suoi blitz nei negozi e nelle località di grido, deprime l'economia. "Gli italiani sono spaventati, c'è un trattamento violento del contribuente".
Sullo sfondo aleggia l'ipotesi di una sfiducia a Monti e di un possibile voto a febbraio con il Porcellum e accorpamento delle elezioni regionali nel Lazio e in Lombardia.

Media
comments powered by Disqus