Fusione Hera-Acegas, ok del Comune di Modena

Ma il Pd si spacca: astenuti Caporioni, Morini, Gorrieri e Rimini. In aula la protesta del Comitato modenese per l'acqua pubblica

La protesta del Comitato Modenese per l'Acqua Pubblica in consiglio comunale (foto Davide Mantovani)

La protesta del Comitato Modenese per l'Acqua Pubblica in consiglio comunale (foto Davide Mantovani)

MODENA - L'atteso via libera del consiglio comunale alla fusione per incorporazione di Acegas-Aps holding in Hera e alle necessarie modifiche allo statuto è arrivato, ma il fronte è spaccato anche all'interno dello stesso Pd. Il tutto mentre in aula andava in scena la protesta del Comitato modenese per l'acqua pubblica.
I democratici sono stati gli unici a votare a favore, ma hanno dovuto incassare l'astensione di Ingrid Caporioni, Franca Gorrieri, Stefano Rimini e Giulia Morini. Proprio Morini su Twitter  ha sfogato tutte le sue perplessità sull'operazione: "Non sosterrò le delibere sulla fusione Hera-Acegas - ha scitto - Voto in modo difforme rispetto al Pd. Spero per l'ultima volta". Hanno votato no invece Sinistra per Modena, Pdl, Modena futura, Udc, Mpa, Modena5Stelle-beppegrillo.it, Etica e legalità. Votata anche l’immediata esecutività della delibera che ha visto l’unica astensione di Ingrid Caporioni, oltre che dell’Udc.

Le modifiche allo statuto della multiutility consentiranno l'ingresso, con una partecipazione di almeno il 3%, del Fondo strategico italiano spa, holding di partecipazione controllata dalla Cassa depositi e prestiti. Per il sindaco Giorgio Pighi l'operazione rappresenta un "un rafforzamento delle garanzie di mantenere il controllo pubblico di Hera e un consolidamento della sua funzione sociale, oltre alla prospettiva di migliorare le ricadute economiche per il territorio: ci sta a cuore il controllo pubblico, in particolare dell’acqua, così come l’interesse dei cittadini e dei consumatori". Con la fusione di Acegas-Aps, infatti, diventano soci di Hera i Comuni di Trieste e Padova che aderiranno al patto di sindacato che oggi raggruppa gli oltre 180 soci pubblici. I Comuni di Padova e Trieste avranno una quota del 5,7 per cento ciascuno dopo la fusione e del 5,3 per cento dopo l’aggregazione. La quota di Hsst, la holding che riunisce i Comuni modenesi soci di Hera, passerà dall’attuale 12,5 per cento all’11,1 per cento dopo la fusione e al 10,4 per cento dopo l’aggregazione.

“L’operazione – ha spiegato il sindaco – darà vita a una società con un valore di produzione superiore ai quattro miliardi e mezzo, un margine industriale di 750 milioni e un utile netto di circa 140 milioni. Numeri che offrono solide certezze sul valore della partecipazione e vantaggi strategici rispetto alla capacità di investimento, all’efficienza e alla qualità della gestione, anche nella prospettiva di partecipare a gare per l’assegnazione dei servizi”.

Il consiglio comunale di Modena (foto Davide Mantovani)

Il consiglio comunale di Modena (foto Davide Mantovani)


La nuova multiutility, infatti, sarà il primo operatore in Italia per rifiuti trattati (3,7 milioni di tonnellate all’anno), il secondo per vo­lumi di acqua venduti (300 milioni di metri cubi all’anno), il terzo nella distribuzione di gas (oltre 1,5 milioni di punti di fornitura e 2,8 miliardi di metri cubi venduti) e l’ottavo operato­re nella vendita di energia elettrica a clienti finali (11 Terawattora, TWh, di energia elettrica ven­duta e oltre 650 mila clienti). E la società sarà tra le prime 30 in Italia per capitalizzazione.

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