I sindacati chiedono un tavolo di confronto sul "codice Sitta"

Filcams, Fisascat e Uiltucs scrivono al sindaco Pighi alla vigilia della sottoscrizione del documento. Critiche anche da Sel

MODENA – Troppa fretta e troppi malumori sul "codice Sitta", il documento presentato dall’amministrazione comunale per affrontare lo spinoso problema delle aperture festive nel commercio. Il "codice" dovrebbe essere sottoscritto domani e i sindacati non ci stanno. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno scritto al sindaco Giorgio Pighi invitando l’Amminstrazione a riaprire il tavolo di confronto sul tema.
"Egregio signor sindaco – scrivono i sindacati – abbiamo ricevuto una nota nella quale ci si informa che entro mercoledì 19 dovremmo dare adesione al 'Codice comportamentale' varato dall'assessore Sitta. Il giorno 12 settembre ci è stato consegnato un documento, con la proposta della Vostra amministrazione in merito a diversi temi legati al commercio della città. Tale documento era profondamente difforme dalle proposte verbalmente avanzate dall'assessore in un precedente incontro, ed alle quali sempre verbalmente avevamo aderito".
Nell’incontro del 12 settembre i sindacati avevano segnalato la necessità di introdurre modifiche sul capitolo "Salvaguardia lavoratrici e lavoratori" che era stato considerato "rozzo e sommario, nonché peggiorativo rispetto a Leggi e contratti collettivi di lavoro".
I sindacati lamentano che le loro obiezioni non sono state "minimamente prese in considerazione" e che il testo arrivato via mail il giorno successivo  "conteneva ulteriori peggioramenti, richiesti da una impresa presente al confronto".
Ora i sindacati sono chiamati a sottoscrivere il documento: "Quel testo, signor sindaco è frutto di un lavoro, in questi mesi, che non ci ha visti coinvolti. Contiene parti che abbiamo auspicato, come una prima, seppur parziale, possibile limitazione delle aperture nelle gallerie dei centri commerciali. Contiene una interessante limitazione delle aperture festive, molto vicina alla nostra proposta. Contiene una parte inefficace, vale a dire la limitazione delle aperture interpretata come media per catena, in modo da poter trasferire le mancate aperture dei negozi più piccoli sugli Ipermercati. La nostra richiesta a Coop e Conad ("Quante domeniche chiuderanno gli Iper") è rimasta ovviamente senza risposta". I sindacalisti Govoni, Castiglioni e Tollari chiedono dunque al sindaco di riaprire il confronto, "eventualmente partecipando non soltanto alla firma ma anche alla sua costruzione condivisa".
"Sono enormi i problemi del commercio modenese e delle lavoratrici e dei lavoratori del settore – concludono i sindacalisti – per questo vanno superati gli approcci sommari e parziali che sino ad ora sono prevalsi".
Giorgio Pighi, sindaco di Modena

Giorgio Pighi, sindaco di Modena


Sul "codice Sitta" piovono anche le critiche di Sel
Per Sinistra ecologia e libertà il "codice Sitta" non può essere una soluzione al problema della deregulation vigente in materia di aperture festive per negozi e centri commerciali. "Un codice di autoregolamentazione, per sua natura – precisa Sel – appare debole in termini di tutela dei lavoratori, dei commercianti, dei consumatori e per questo motivo riteniamo pericolose le frettolose approvazioni di Confcommercio e Confesercenti". Secondo Sel la proposta favorisce i grandi marchi. "E’ sì importante difendere tutte le principali festività nazionali, laiche e religiose, patrimonio di cultura e tradizione per il nostro Paese, ma definire un numero massimo di 30 aperture domenicali, in media, per ogni insegna favorisce indiscutibilmente i grandi marchi (Coop e Conad) che, sacrificando qualche negozio di periferia, possono garantirsi i principali centri commerciali aperti sette giorni su sette per tutto l’anno, introducendo di fatto una disparità di trattamento tra gli operatori nelle varie strutture".
Altro problema riguarda la turnazione dei lavoratori nei festivi. "La novità dell’introduzione di novembre tra i mesi in cui un lavoratore può essere obbligato a lavorare tutte le domeniche peggiora, di fatto, la condizione attuale mettendo a rischio il rispetto del contratto nazionale. Una simile organizzazione delle aperture penalizzerebbe anche i consumatori, non garantendo in nessun modo una certa continuità del servizio". Per queste ragioni Sel ritiene che la soluzione da perseguire non sia un "codice etico", bensì un vero e proprio accordo, vincolante, concertato con tutte le parti in causa. Sarebbe questa, aggiunge Sel, "una soluzione in grado di garantire in modo chiaro il rispetto dei contratti di lavoro dei lavoratori, le esigenze dei piccoli commercianti e un buon servizio ai consumatori". "L’accordo che fu firmato da tutte le parti sociali nel novembre del 2011, basato sulle "rotazioni domenicali" – conclude Sel –, pensiamo possa garantire tutto questo: la sua ferma riproposta, unita all’assunzione di responsabilità da parte di tutti, sono indispensabili per porre un freno ad una situazione ormai diventata insostenibile per gli operatori del commercio, sia piccoli proprietari che dipendenti, in particolar modo per quelli della grande distribuzione".

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  • Giorgio Pighi, sindaco di Modena
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