Terremoto Cavezzo: commercianti ostaggi del campanile pericolante

Negozianti, associazioni e Comune scrivono alla Soprintendenza. Cna: sbloccare la zona rossa per riprendere a vivere

CAVEZZO (Modena) - Lavorare per ripartire, ma è impossibile se le transenne della zona rossa proibiscono di accedere a negozi e attività. Cna si fa portavoce dei malumori dei commercianti di Cavezzo. Tutti ostaggi della torre del campanile pericolante.
"Ripartire dal lavoro, ad un mese di distanza dalla prima scossa, non è solo una ferma volontà, ma anche un dovere, per rimettere in moto la macchina del benessere, quella che, al di là dei monumenti, contribuisce in modo determinante a creare un’identità. I commercianti di Cavezzo vogliono intraprendere questa strada, e potrebbero farlo, subito, sennonché i negozi del centro, al pari delle case, non possono aprire a causa del campanile pericolante - si legge in una nota - Si tratta di una ventina di negozi del centro storico che potrebbero contribuire restituire una parvenza di normalità al Paese.
Sulla base di questa consapevolezza i negozianti, assieme alle Associazioni, hanno scritto una lettera, firmata anche dall’Assessore alle attività economiche, Maria Cristina Ferraguti, nella quale chiedono alla Soprintendenza una decisione in tempi rapidi rispetto alle sorti del campanile: se metterlo in sicurezza oppure demolirlo in modo controllato per permetterne poi la ricostruzione.
E non si tratta solo di effettuare una scelta, ma anche di tradurla in un intervento concreto a brevissimo termine.
Il rispetto dei simboli del passato, secondo i firmatari, non può entrare in conflitto con la necessità, con l’obbligo di pensare al futuro: fa male pensare alle comunità senza quei simboli attorno ai quali sono cresciute, ma fa più male pensare a città fantasma, a piazze deserte. Ecco perché i negozianti hanno chiesto non solo una risposta, ma una risposta in tempi brevi – una settimana – perché è sui tempi che si giocano le prospettive economiche delle aree colpite dal sisma, sia per quanto riguarda le attività manifatturiere che per quelle di servizio come i negozi. In definitiva, occorre dare una risposta ad una domanda: è più importante il futuro o il passato?".

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