Terremoto, la terra trema ancora: rischio sismico dell'Emilia da rivedere

Tredici scosse dalle 7 di sabato mattina: le ultime, in rapida sequenza, dopo le 20. La gente si sente dimenticata

Il centro storico di San Felice sul Panaro

Il centro storico di San Felice sul Panaro

MODENA – La terra continua a tremare nel modenese. Nella notte tra venerdì e sabato le scosse si sono susseguite senza sosta. La più forte, di magnitudo 2.7 Richter, è stata registrata alle 6.45. Secondo i dati dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia, l'epicentro è ancora una volta tr a Finale Emilia (Modena) e Sant’Agostino (Ferrara). Prima, alle 4.44, un'altra scossa, di magnitudo 2,7, aveva fatto sobbalzare ancora una volta il Modenese. Alle 7,51 di questa mattina la terra ha ancora tremato. La scossa è di magnitudo 2,2 con epicentro fra San Felice sul Panaro e Finale Emilia. In tutto, secondo i sismologi, dalle 20 di ieri sera alle 7 di stamattina le scosse di bassa e media intensità sono state ben 58.
La tensione nelle tendopoli e tra chi trova rifugio nelle auto aumenta con il passare del tempo. Alla scossa delle 7,51 ne sono seguite altre sette, le più forti sono state pari a magnitudo 2.9 Richter e sono state registrate alle 8.33 e alle 10.53. Tre scosse in rapida successione sono state registrate alle ore 18.29 e 18.37 e hanno scosso ancora una volta Finale Emilia. La prima di magnitudo 2,8 Richter, con una profondità di 7,4 chilometri, ha interessato principalmente Finale, mentre la seconda di magnitudo 2,2 si è fatta sentire anche nei comuni di Camposanto e San Felice sul Panaro. Più intesa la terza scossa di magnitudo 3.2 che ha interessato gli stessi comuni alle 18.46. Ancora scosse ravvicinate tra le 20 e le 21 di stasera. Le prime due, a distanza di un secondo una dall'altra, alle 20.06 con magnitudo pari a 2 e 2,4. Alle 20.32 nuovo sisma di magnitudo 2.1 con epicentro a Finale. Alle 20.53 la terra trema di nuovo (magnitudo 2.3 Richter). La paura tra le persone colpite dal sisma aumenta. I più temono di essere dimenticati dal governo e dalla politica, sospettano che non appena si spegneranno i riflettori mediatici sul terremoto del 20 maggio si ritroveranno senza possibilità di ricostruire quello che avevano, senza aiuto.

Rischio sismico da rivedere
Intanto i geologi rivedono la sismicità della regione Emilia Romagna, pensano a nuove mappature del territorio, osservano con attenzione il fenomeno della liquefazione delle sabbie che è stato osservato e studiato nei terremoti giapponesi di 7-8 gradi della scala Richter. Come hanno fatto sapere gli esperti un nuovo forte sisma potrebbe riacutizzare il fenomeno. Ma la preoccupazione si estende. Ora il presidente dell’Ordine dei geologi del Veneto, Roberto Cavazzana, si dice preoccupato anche per il Polesine e ritiene urgente rivedere la mappa del rischio sismico. “Il terremoto in Emilia ha messo in evidenza che le valutazioni sulla sismicità in Veneto devono essere aggiornate”. Cavazzana ha già in programma, per la prossima settimana, un volo aereo sul Polesine per verificare i danni nelle zone colpite del sisma del 20 maggio scorso. “Il Veneto ha una sismicità abbastanza diffusa – spiega ancora – finora i territori della bassa pianura veneta, come il Polesine, la bassa padovana e anche il veneziano, erano considerati a bassa sismicità”.

Venti gli indagati
Intanto si apprende che potrebbero essere una ventina persone le persone indagate dalla procura di Ferrara per il crollo dei capannoni, causato dal terremoto, che domenica mattina ha ucciso quattro operai in Emilia: gli indagati sono rappresentanti delle aziende coinvolte, tecnici e progettisti. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. Si tratta dei legali rappresentanti delle tre fabbriche crollate: la Ceramica Sant´Agostino nell´omonimo paese, la Ursa di Bondeno e la Tecopress di Dosso. Costruttori. Progettisti. Direttori dei lavori. Collaudatori. Responsabili della sicurezza. Due i filoni investigativi. Quello "strutturale", relativo alle modalità di costruzione degli stabilimenti. E quello "infortunistico", che riguarda il rispetto delle normative sulla sicurezza e la tutela nei luoghi di lavoro.



Ore 23.07 – Ancora scosse
Epicentro tra Camposanto, Medolla e San Felice sul Panaro, a 10,4 chilometri di profondità, per la scossa di magnitudo 3,8 registrata alle 23.07 dall'Istituto di geofisica e vulcanologia. Dalle 21 a mezzanotte sono state sette le scosse che hanno interessato il Modenese.

Ore 20-21 – Quattro scosse nell'arco di un'ora

Ore 19.30 – Celebrati i funerali di due operai morti nel terremoto
Sono stati celebrati questo pomeriggio, i funerali di due dei quattro operai morti sul lavoro per i crolli nei capannoni causati dal terremoto. Il feretro di Leonardo Ansaloni è stato portato a spalla nel campo sportivo di Bondeno (Ferrara) dove si è svolto il rito funebre vista l'inagibilità delle chiese. L'operaio, 51 anni, era deceduto durante il turno di notte nella fabbrica Ceramiche Sant'Agostino. Ultimo saluto anche a Gerardo Cesaro, il 55enne di origini napoletane che lavorava alla fonderia Tecopress di Dosso, a Marmorta di Molinella (Bologna). Le celebrazioni funebri per Nicola Cavicchi il secondo operaio, originario di San Martino (Ferrara), morto alle Ceramiche Sant'Agostino, avranno luogo lunedì prossimo. La salma di Tarik Naouch, l'operaio 29enne marocchino vittima del crollo alla fabbrica Ursa di Bondeno è già rientrata nel paese di origine.

Ore 19 – Quarta scossa in pochi minuti con epicentro a Finale Emilia e San Felice sul Panaro. La magnitudo questa volta è di 2.2. Md.

Ore 18.50 – Tre scosse in rapida successione
Due scosse alle ore 18.29 e 18.37 hanno scosso
ancora Finale Emilia. La prima di magnitudo 2,8 Richter con una profondità di
7,4 chilometri, la seconda di magnitudo 2,2 si è fatta sentire nei comuni di
Camposanto, Finale e San Felice sul Panaro. Una manciata di minuti dopo, alle 18.47, gli stessi comuni sono stati colpiti da un sisma di magnitudo 3.2.
Una delle fabbriche danneggiate

Una delle fabbriche danneggiate


Ore 16.40 – Le parole dell’arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra: “Il coraggio dei terremotati, dei sindaci, dei sacerdoti sono un segno che chiama tutti a ricostruire vere comunità civili”.

Ore 16.30 – Sismicità da rivedere: attenzione dei geologi al fenomeno di liquefazione delle sabbie

Ore 16.10 – Altra scossa nel Modenese.
Un terremoto di magnitudo 2.4 è stato registrato dalla Rete sismica nazionale dell’Ingv a 3,7 metri di profondità tra il Mantovano e il Modenese. I Comuni interessati sono Cavezzo, Concorsia sulla Secchia, Medolla, Mirandola e San Possidonio.

Ore 15.56 – Al campo sportivo di Bondeno, nel Ferrarese, il feretro di Ansaloni
Nel campo sportivo di Bondeno, nel Ferrarese, è arrivato il feretro di Leonardo Ansaloni, l'operaio di 51 anni morto il 20 maggio scorso durante il terremoto. Il feretro, coperto da fiori arancio è stato portato a spalla al centro del campo sportivo dove era atteso dai genitori Aires e Rossana, dalla moglie Gloria e dai proprietari della ceramiche Sant'Agostino, Ennio e Mauro Manuzzi. La messa sarà celebrata da don Marcello Vincenzi. Al funerale partecipano oltre 200 persone. Nel frattempo al campo due carabinieri in alta uniforme hanno deposto sul feretro di Ansaloni i fiori – rose bianche, margherite rosse e tuberose – inviati dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Ore 15 – Sgarbi a Finale parla del patrimonio culturale: "I monumenti devono essere ricostruiti"
La torre di Finale, come tutti i monumenti, devono essere ricostruiti. E’ il parere del critico d’arte Vittorio Sgarbi, intervenuto alla trasmissione di Rai 3 'Ambiente Italia' da Finale Emilia. Sgarbi ha visitato il paese e ha parlato di un vero e proprio disastro, una ferita per un ampio patrimonio di beni culturali nel Modenese, nel Ferrarese e anche nel Mantovano. "E' un disastro – ha detto davanti alle telecamere – ma non sono assolutamente d'accordo con chi dice che gli elementi caduti non vanno ricostruiti. E' esattamente l'opposto. Ci sono state tante lacune nella manutenzione e questo è il risultato".

Ore 14.47 – Anticipata l'apertura della Variante di Mirandola
Per migliorare la viabilità e agevolare i soccorsi è stata anticipata l’apertura della nuova Variante di Mirandola sulla Ss 12. L'intera arteria stradale sarà aperta completamente nel corso della prossima settimana. Lo annuncia il Ministero delle Infrastrutture.

Ore 14.30 – Dopo il sisma la Regione ribadisce un fermo no alla centrale di Rivara la Regione. L’opposizione al progetto di stoccaggio di gas naturale nel comune di San Felice sul Panaro si fa ancora più netta dopo il terremoto che ha mostrato chiaramente i possibili rischi legati al progetto.

Ore 14.16 – Riaprono Radiologia e centro prelievi a Mirandola, inagibile la struttura sanitaria di Rovereto
Il sisma ha provocato danni anche alle strutture sanitarie. Dopo la scossa di domenica scorsa la prossima settimana riapriranno la radiologia (giovedì) e il centro prelievi (martedì) nell'Ospedale di Mirandola. In funzione, sempre la prossima settimana, Cup e Centri prelievi a San Felice, Concordia e Cavezzo. Il quadro è stato fatto da un comunicato della Azienda Usl di Modena. La prossima settimana saranno ancora chiuse le degenze e i poliambulatori del Santa Maria Bianca. Chiuso anche l'ospedale e le altre strutture sanitarie a Finale Emilia. Oggi è stata dichiarata inagibile la struttura sanitaria di Rovereto del Comune di Novi. La guardia medica di Mirandola trasferita nel campo accoglienza in piazza Costa. Garantita l'assistenza alla popolazione - adulti, anziani e bambini - nei campi accoglienza, dove è stata rinforzata la presenza di operatori del Dipartimento di sanità pubblica per garantire la prevenzione delle malattie infettive, l'igiene degli ambienti e i controlli sulla produzione ed erogazione dei pasti. Per informazioni è attivo anche sabato e domenica il numero 059 438045.

Ore 14.03 – Scossa di magnitudo 2,3 Richter. L'epicentro sempre nella zona di Finale, a 5.8 km di profondità

Ore 14.00 – A Mirandola le chiese sono inagibili, ma Melisa e Leonardo non rinunciano al matrimonio e si sposano a scuola

Ore 13.03 – Messa in tenda per gli sfollati con il vescovo Cavina a Mirandola
Domani il vescovo di Carpi Francesco Cavina terrà una messa per gli sfollati e i volontari a Mirandola, dove non c'è più una chiesa agibile per il terremoto che continua a colpire l'Emilia con centinaia di scosse dalla notte tra il 19 e il 20 maggio. Erano una decina le chiese di Mirandola e frazioni. La funzione è così prevista, alle 10.30, nel tendone bianco della Protezione civile in uno dei campi più grandi, nella zona piscine di Mirandola. Per ovviare ai limiti di capienza del luogo, per domani è stata organizzata più di una messa, nelle varie tendopoli dei comuni dell'area nord di Modena.

Ore 12.52 – Centomila euro dal Papa per le vittime del terremoto
Papa Benedetto XVI invia 100mila per sostenere le comunità colpite dal sisma. Si tratta di un contributo straordinario da ripartirsi tra quelle diocesi toccate dalla calamità, a sostegno delle attività di assistenza svolte dalla Chiesa cattolica in favore delle vittime. “Tale somma – spiega una nota –  vuole essere un'espressione concreta dei sentimenti di spirituale vicinanza e paterna sollecitudine del Sommo Pontefice nei confronti delle persone colpite dal sisma”.

Ore 12.50 – Duomo di San Felice lesionato: al sicuro l’opera del Loschi
Sono
state necessarie circa cinque ore di lavoro per mettere in salvo il
trittico cinquecentesco di Bernardino Loschi dal duomo di San Felice. La
parete che fino ad oggi ha sostenuto l’opera sta per crollare. Il
salvataggio del dipinto è stato possibile grazie al lavoro dei vigili
del fuoco.

Ore 12.45 – Funerali delle vittime del sisma: all'Aquila un minuto di silenzio tra i lavoratori
Cgil, Cisl e Uil della provincia dell'Aquila invitano tutte le categorie e i lavoratori ad organizzare fermate simboliche nelle aziende e nei posti di lavoro e ad osservare un minuto di silenzio in occasione dei funerali delle vittime del terremoto in Emilia Romagna, che si svolgeranno lunedì 28 maggio, alle 15.30. "Un gesto simbolico – spiegano i segretari provinciali, Umberto Trasatti (Cgil), Paolo Sangermano (Cisl) e Michele Lombardo (Uil) – che vuole testimoniare la vicinanza e l'affetto nei confronti di una popolazione che sta vivendo, come accaduto all'Aquila il 6 aprile 2009, il dramma del terremoto. Siamo vicini alle famiglie delle vittime ed a tutta l'Emilia Romagna, che si trova ad affrontare una catastrofe naturale, che porta con sè inevitabili problemi sul piano economico e sociale".

Ore 12.40 – Aceto balsamico di Modena: danni alla produzione fino a 15 milioni
Si continuano a contare i danni del terremoto. Dopo il duro colpo alla filiera del Parmigiano Reggiano, ora il Consorzio dell’aceto balsamico di Modena stima un danno fra i 10 e i 15 milioni di euro nella produzione dell’oro nero.

Ore 12.20 – Gli aiuti di Sassuolo a San Felice
Prosegue il lungo ponte di aiuti che da Sassuolo porta alle famiglie vittime del terremoto a San Felice sul Panaro. I volontari sassolesi della Protezione civile, sin dalle primissime ora di domenica 20 maggio, si sono recati a San Felice per prestare i primi soccorsi ed i primi aiuti nell’emergenza: da quel momento si è attivato un filo diretto che lega la Protezione civile di Sassuolo con il Comune di San Felice dove è stato allestito un campo d’emergenza in cui i volontari sassolesi operano senza soluzione di continuità. Scatolame, tovaglioli di carta, piatti e posate di plastica, ma anche pannolini per neonati e per adulti: sono queste le richieste che ancora oggi arrivano da San Felice a Sassuolo: chiunque abbia la possibilità e la volontà di contribuire può farlo portando il materiale direttamente al gazebo collocato in piazza Garibaldi, a fianco dell’Urp, in cui sono presenti volontari della Protezione Civile dalle ore 9 del mattino alle 21 della sera.

Ore 12 – La Giunta di Formigine per i terremotati
I componenti della Giunta di Formigine hanno deciso di devolvere il 10% della loro indennità di carica al Fondo di solidarietà per i terremotati attivato dalla Provincia di Modena. Gli amministratori invitano poi i cittadini e le realtà economiche del territorio a offrire il loro contribuire.

Ore 10.53 – Ancora scosse
Continua la paura. Le scosse non si fermano. Alle 10.53 la terra ha ancora tremato. Questa volta la magnitudo è di 2.9 gradi Richter con profondità di 13,1 km.

Ore 10.50 – Corsa all’acquisto del Parmigiano Reggiano per difendere la filiera
Una vera e proprio gara di solidarietà alla prima vendita dei 12 milioni di chili dl Parmigiano Reggiano recuperato dal crollo dei magazzini di stagionatura distrutti dal terremoto. Lo rende noto la Coldiretti che ha organizzato l'iniziativa per fare ripartire al più presto l'economia e il lavoro, con il prodotto motore e simbolo dei territori colpiti dal sisma, che contano danni di almeno 250 milioni per il solo settore agroalimentare con crolli e lesioni degli edifici rurali (case, stalle, fienili e serre), danni ai macchinari e perdita degli animali sotto le macerie. Il terremoto, sottolinea Coldiretti, ha colpito duramente 13 magazzini di stagionatura del Parmigiano Reggiano Dop facendo rovinare a terra migliaia di forme da peso di 40 chili l'una a causa del crollo delle “scalere”, le grandi scaffalature di stagionatura che sono collassate sotto le scosse. Si stima che circa la metà delle forme di Parmigiano immagazzinate sia stata danneggiata.

Ore 10.35  – L'Ue pronta a sostenere l'agricoltura
Il commissario all'agricoltura europea Dacian Ciolos ha detto di "condividere la tristezza delle famiglie vittime del sisma" e "di aver chiesto ai suoi uffici di essere disponibili a lavorare e a trovare delle soluzioni a breve e a medio termine con le autorità italiane, eventualmente nel quadro della Politica di sviluppo rurale, per venire in aiuto alle Regioni colpite dalla catastrofe".
Per quanto riguarda i danni subiti dalle denominazione d'origine e indicazione geografiche protette (Dop e Igp) - come per il Parmigiano Reggiano e Grano Padano, ma non solo - il commissario Ciolos ha assicurato: "Siamo ugualmente pronti a studiare con le autorità italiane e i produttori, delle soluzioni tecniche e giuridiche per assicurare la continuità della produzione e della conservazione nel caso delle produzioni di qualità dove si pongono dei problemi specifici legati ai disciplinari di produzione delle Dop e Igp".
Nelle tendopoli (foto Davide Mantovani)

Nelle tendopoli (foto Davide Mantovani)


Ore 10 – I terremotati si sentono dimenticati
C’è rabbia, tanta rabbia nelle parole dei terremotati. Non c’è solo il dolore per la ferita alle loro case, al loro paese, ma anche lo sgomento perché si sentono abbandonati dalla politica. Una lettera inviata al Corsera si denuncia proprio l’assenza dei politici. "Da domenica – scrive Paolo Malagodi – passo la notte in macchina tra brevi assopimenti, aspettando che il buio cessi. Sono nato qui e in questa terra mi ostino a restare da terremotato. Bondeno, nella parte occidentale della pianura Ferrarese, confina con il Modenese, Finale Emilia è a pochi chilometri. Tutto è cominciato quella primissima mattina di domenica, con la mia sveglia puntata alle 4.30". Malagodi denuncia che le vittime come lui sono "già state dimenticate". "La nostra insoddisfazione – spiega – nutrita dall'incessante angoscia per una terra che continua a tremare, si unisce alla rabbia per non vedere nessuno (al di là della fugace comparsa di Mario Monti) dei politici di spicco in doverosa visita a questo territorio".
Ma questo senso di abbandono rimbalza anche su internet e i social network. "Assistiamo – si legge su Twitter – al silenzio dei media, istituzioni, degli artisti e cultura sul terremoto in Emilia. Intanto la terra trema. L'emergenza aumenta".

Ore 9.15 – Finale pensa a restringere la zona rossa
A Finale Emilia sono iniziate le operazioni di bonifica di alcune strade all'interno della zona rossa istituita dopo il terremoto. Il sindaco Fernando Ferioli ha effettuato con i vigili del fuoco alcuni sopralluoghi per tentare di restringere l’area e consentire così un graduale ritorno alla normalità. Intanto l'amministrazione comunale ha requisito il magazzino di un privato per iniziare lo stoccaggio di generi alimentari e di vestiario che stanno arrivando da tutta Italia.

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