Terremoto, lo Stato non paga più: chi aiuta le aziende?

L'ultimo Decreto Legge sancisce: "La calamità naturale sarà a carico del cittadino". Unindustria: "Abbandonati". Aldrovandi (Pdl) chiama i parlamentari

MODENA - Quali aiuti per la popolazione e le aziende di Modena colpite dal terremoto? E' entrato in vigore da appena 3 giorni (17 maggio 2012) il Decreto Legge che prevede che d'ora in poi "la calamità naturale sarà a carico del cittadino. In caso di terremoto, alluvione, tsunami e qualsivoglia altra catastrofe, non sarà più lo Stato a pagare i danni. A ricostruire l'edificio crollato o pieno di crepe, casa o azienda che sia, dovrà provvedere il proprietario. A sue spese. O stipulando, previdente, una relativa polizza di assicurazione".
"Coincidenza o sfortuna? – si chiede Luca Davoli, amministratore di Unindustria Servizi - Proprio oggi la provincia modenese sta vivendo un momento doloroso: basta guardarsi attorno per rendersi conto dei numerosi danni che il terremoto ha fatto in una sola giornata. Questo disastro di traduce per le aziende in perdite finanziarie, che rischiano di metterle più in ginocchio di quanto già non siano". 
A nome di Unindustria e in rappresentanza delle imprese modenesi Luca Davoli si lamenta "di questo abbandono da parte dello Stato" e chiede "un pronto intervento a sostegno di aziende già in grande crisi".

Aldrovani (Pdl) lancia un appello ai parlamentari
Il Decreto Legge non piace nemmeno ad Elisabetta Aldrovandi, membro del Coordinamento Provinciale del Pdl e consigliere comunale a Medolla, uno dei comuni più colpiti.  "Ora come non mai è importante diffondere la notizia che il Decreto Legge n. 59 del 15 maggio 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 16 maggio 2012, prevede l'eliminazione della facoltà, per coloro che hanno subìto danni da calamità naturali, di chiedere l'indennizzo allo Stato, obbligandoli a stipulare polizze assicurative. Si tratta di un provvedimento  di assoluta gravità, in un momento di estrema difficoltà per le famiglie e per le imprese, duramente colpite da questa improvvisa tragedia. Chiedo sin da ora a tutti i parlamentari, e in particolare agli esponenti del Popolo della Libertà, di riflettere sull'opportunità della conversione in legge di questa norma, lasciando decadere l'efficacia del Decreto, che, se non convertito, si annullerà decorsi sessanta giorni dalla sua pubblicazione".

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