Terremoto Modena: vigile del fuoco ferito. Crolla anche la Torre di Finale

Nuovi danni dopo la scossa delle 15,18. Bambina salvata dalle macerie. Distrutti chiese, palazzi ed edifici storici. Divieto di entrare nelle case. Ospedali ecavuati. Scuole chiuse. La Protezione Civile cerca volontari. A Modena chiusa la Ghirlandina. Segui la diretta / foto

La chiesa di Fossa

La chiesa di Fossa

MODENA - Chiese e rocche crollate, crepe nella case, feriti, ospedali evacuati. Ecatombe nella Bassa modenese e non solo per le scosse di terremoto che nella notte hanno svegliato la popolazione e provocato danni ingenti. Alle 15,18 un'altra scossa lunga e forte di 5.1 gradi Richter. La paura resta tanta tra la gente.
A Finale Emilia, dove una bambina di 5 anni è stata salvata dopo essere rimasta sotto le macerie, la situazione è drammatica: è crollato il tetto della cattedrale e della canonica, lo stesso vale per la torre del castello del '300. Il centro storico sembra bombardato. "Abbiamo perso la città", ha commentato a caldo il sindaco. L'accesso al centro storico di Finale Emilia. Saranno allestiti 4 punti per gli sfollati con quasi 2000 posti letto. Gli sfollati sono 3 mila. Il bilancio è di 7 morti, quattro uomini e tre donne.Una cinquantina i feriti. Si susseguono le scosse di assestamento. Nel pomeriggio sempre a Finale è crollata la Torre. Ferito un vigile del fuoco durante un sopralluogo. A Mirandola capannoni e chiese distrutte. L'ultima scossa ha raso al suolo anche alcuni casolari di campagna abbandonati.


Ore 20,44 – In centinaia nei centri di accoglienza a Mirandola
Sono diverse centinaia gli sfollati di Mirandola, provincia di Modena, secondo fonti della protezione civile. Si tratta di persone che hanno la casa inagibile, oppure che non hanno potuto ancora farla visionare dai periti dei vigili del fuoco. Le brandine sono state sistemate all'interno del palazzo delle piscine comunali e nel palazzetto dello sport. La parte del paese più danneggiata è quella del centro storico, che ha i palazzi più antichi e dunque non antisismici. Tuttavia molte persone che abitano anche nelle zone più periferiche del paese, nelle case più nuove, hanno deciso di dormire in macchina per paura di altre scosse.

Ore 21,04 – Sono sette le vittime del terremoto
Sale ancora il bilancio delle vittime. Ora i morti a causa del sisma sarebbero sette. Quattro delle sette vittime sono operai, caduti sotto le macerie delle loro fabbriche, a Sant'Agostino e Bondeno, nel Ferrarese, mentre stavano per terminare il turno del sabato notte. Vite spezzate sotto le macerie di quelle fabbriche che sono l'anima e il cuore dell'economia emiliano-romagnola. Come la Ceramica Sant'Agostino in cui hanno perso la vita Leonardo Ansaloni, 45 anni, e Nicola Cavicchi, di dieci anni più giovane. Vittima della sorte, quest'ultima: doveva andare al mare, ma poi le nuvole e la pioggia lo hanno convinto a sostituire un collega malato. E poi ancora Gerardo Cesaro, 57 anni, morto alla Tecopress di Dosso, frazione di Sant'Agostino, una fonderia che produce a ciclo continuo, e Tarik Nauch, operaio marocchino di 29 anni morto alla Ursa, azienda di polistirolo espanso a Bondeno, dove progettava di portare la moglie sposata da poco. Le loro storie si intrecciano a quelle di due anziane della provincia di Ferrara: Nevina Balboni, 103 anni il prossimo giugno, morta nel suo casolare di campagna, tra San Carlo e Sant'Agostino, colpita alla testa dai calcinacci; e Anna Abeti, 86 anni, che si è sentita male dopo la forte scossa di terremoto della scorsa notte ed è deceduta dopo il ricovero all'ospedale a causa di un ictus. Ed è una donna, ma questa volta di appena 37 anni, la settima vittima: Gabi Ehsemann, questo il suo nome, si era trasferita in Italia a gennaio, per lavorare alla Carpigiani, storica azienda di macchine da gelato di Anzola dell'Emilia. Il suo cuore non ce l'ha fatta a sopportare la grande paura.

Ore 18,44 – Protezione civile delle Marche in partenza per Finale Emilia
La colonna mobile della Protezione civile delle Marche è in procinto di partire per Finale Emilia per portare soccorso alle persone terremotate. Oltre a tende e attrezzature varie, è dotata di una cucina completa e di un piccolo ambulatorio medico, ed è composta da una cinquantina di persone. La Protezione civile marchigiana, che ha una vasta esperienza sul campo per aver fatto fronte ai terremoti che hanno interessato la regione (l'ultimo, il più devastante, quello di Marche e Umbria), ha messo a disposizione le sue competenze anche in occasione del sisma dell'Abruzzo, in particolare organizzando un ospedale, e in altre catastrofi naturali che si sono verificate negli anni nel mondo. Il responsabile Roberto Oreficini ha confermato che il sisma emiliano è stato avvertito anche nelle Marche fino all'Abruzzo e che per ora non si registrano danni.


Ore 18,24 - La notte si avvicina: 3 mila sfollati, 2 mila posti letto

Ore 18,10 – L’innalzamento del livello dell’acqua nei pozzi solo un effetto di scosse minori
Nessun segnale premonitore del terremoto, ma semplicemente le scosse minori che hanno preceduto quella delle 4.04, potrebbero aver modificato a livello di microzone la situazione di alcune falde acquifere. È questa la spiegazione più plausibile, per gli esperti della Regione Emilia-Romagna, dell'innalzamento dei livelli delle acque nei pozzi segnalato a Finale Emilia, nel modenese, nelle ore precedenti al sisma. Un fenomeno però che, a chi non ha percepito le scosse minori, può essere sembrato un segnale che ha preannunciato il terremoto, mentre invece ne è stato solo l'effetto. Anche se si tratta di ipotesi, ha specificato Giuseppe Bortone, direttore dell'assessorato all'Ambiente della Regione Emilia-Romagna, del fenomeno "non esistono evidenze scientifiche, e la rete di misurazione delle falde superficiali delle Regione, che si basa su una ventina di punti di rilevamento, non ha rilevato nessun innalzamento dei livelli delle acque". Prima del sisma a Finale, oltre all'aumento del livello dell'acqua dei pozzi e dei fossi, era stato segnalato anche l'allagamento di alcune aree per l'apertura di fontanazzi. Durante la scossa, poi, la sensazione avuta da diversi residenti era stata come se dal terreno uscissero aria e sabbia. Un fenomeno, quest'ultimo, spiegato con chiarezza da Luca Martelli, funzionario della Regione impegnato in queste ore nel coordinamento delle squadre di verifica dell'agibilità delle strutture. "Effetti di liquefazione degli assetti delle sabbie ricche di acqua sono state confermate durante questo terremoto. Sono 'effetti di sito'. Esistono infatti sabbie dense e ricche di acqua e, quando la pressione aumenta, porta ad una loro rimobilitazione, che può dar corso a fuoriuscite dal terreno. Si formano cioè dei vulcanelli: la scossa frattura il terreno e l'acqua viene trascinata fuori con degli sbuffi di sabbia".

Ore 18 - Sindaci provati ma determinati
L'assessore provinciale alla protezione civile Stefano Vaccari su Twitter: "Visitati con Errani e Gabrielli i comuni più colpiti: oltre a Finale, San Felice, Camposanto e Mirandola. Sindaci provati ma determinati".

Ore 17,07 – Finale Emilia in ginocchio
L'area più colpita dal sisma è quella di Finale Emilia, dove oltre alla Torre dei Modenesi definitivamente crollata dopo una scossa di assestamento, sono rimaste gravemente danneggiate la Rocca e alcune chiese. Ma la situazione dei Beni culturali, dice il direttore generale per il Paesaggio e i beni storici, artistici, architettonici Antonia Pasqua Recchia, è "molto grave" in tutto il vasto territorio tra Modena e Ferrara interessato dall'evento sismico di oggi, disseminato di castelli, rocche, edifici storici, chiese.

Ore 17,05 – Il vigile travolto dalle macerie a Finale non è grave
Non sono preoccupanti le condizioni di salute del vigile del fuoco del distaccamento di Carpi colpito da parte di un cornicione durante una verifica della stabilità di un edificio pericolante del comune di Finale Emilia. Trasportato subito nel nosocomio di Baggiovara, il vigile del fuoco è apparso cosciente. Sul posto si sta recando il capo dipartimento dei vigili del fuoco, prefetto Francesco Paolo Tronca, che si trovava al momento dell'incidente nella sede del comando provinciale dei vigili del fuoco di Ferrara.

Ore 17 – Holland saluta il coraggio e la dedizione dei soccorritori
Il presidente francese Francois Holland, in un messaggio diffuso dall'Eliseo, esprime "a nome della Francia, alle autorità e al popolo italiani, profonda simpatia e piena solidarietà" dopo il terremoto che ha colpito l'Emilia provocando almeno sei morti e ingenti danni. Hollande, con "vivissima emozione", saluta "il coraggio e la dedizione dimostrati, proprio in questi momenti, da chi si è mobilitato sul terreno per soccorrere le popolazioni colpite".


Ore 16,43 – Vigile del fuoco salva la piccola Vittoria, mentre il figlio si ferisce alla gamba: il lavoro come scelta di vita

Proprio mentre stava salvando con alcuni colleghi Vittoria Vultaggio, la bimba di cinque anni estratta dalle macerie della sua cameretta nella frazione Obici di Finale Emilia, suo figlio scappava terrorizzato dalla sua casa poco distante e si feriva in maniera importante un piede. È la storia professionalmente esemplare del vigile del fuoco Matteo Molesini, che ha appreso la notizia capitata alla sua famiglia dopo aver alleviato le pene ad un altro nucleo familiare. E mentre il figlio è ricoverato a Modena per la ricostruzione di un tendine d'Achille, il vigile del fuoco è tornato al lavoro: "La mia è una scelta di vita". E poi all’Ansa ha raccontato: "La casa di Vittoria era per metà inagibile. C'era solo una parete che rimaneva su. La cameretta era crollata tutta e della bambina rimaneva fuori solo la testa. Mentre lavoravamo c'erano delle scosse di assestamento". Avete paura di rimanere sotto la macerie? "No, ho pensato. Qua non può crollare. Abbiamo continuato a scavare e piano piano l'abbiamo liberata. Ci abbiamo messo una mezzoretta e siamo riuscita tirarla fuori. Non era priva di sensi, parlava terrorizzata, ma non ricordo cosa dicesse". La sua famiglia sta bene? "No – risponde  – uscendo di casa per correre Michele, il mio figlio di dieci anni, si è tagliato e ora lo devono operare ed è fra l'altro ricoverato in un ospedale dove si sentono ancora le scosse di terremoto".

Ore 15,57 – Crolla un muro a Finale: un vigile sotto le macerie
Un vigile del fuoco è rimasto sotto le macerie di un muro caduto a Finale Emilia tra piazza Garibaldi e piazza Verdi dopo l'ultima forte scossa, di magnitudo 5.1, delle 15.18. L'uomo è stato estratto dalle macerie e subito trasportato all'ospedale.

Ore il 14,18 – Il capo della Protezione civile Gabrielli a Finale Emilia
Il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, accompagnato dal presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, è arrivato alla sala operativa istituita nella caserma dei vigili del fuoco di Finale Emilia per fare il punto sulla situazione dopo il sisma. Alla riunione, oltre ai responsabili delle forze dell'ordine, partecipano anche il Prefetto della provincia di Modena e diversi sindaci dei comuni colpiti.

Ore 12,42 – San Felice pensa a una tendopoli nel campo sportivo
Il Comune di San Felice sul Panaro pensa ad allestire una tendopoli perché la scuola media del paese non è sufficiente ad accogliere gli sfollati. Proprio qui, nella notte, sono state portate una sessantina di persone della casa di riposo, non ci sarebbero altri edifici antisismici e idonei ad ospitare moltissime persone, per cui nel campo sportivo si sta studiando l'ipotesi di una tendopoli. Lo ha fatto sapere il sindaco Alberto Silvestri. Il sindaco era all'interno del Municipio attorno alle 11.45: l'edificio è infatti agibile ma lui e il personale sono usciti di corsa in seguito a una forte scossa: "Purtroppo va avanti così da tutta la notte e il tempo con la pioggia non ci aiuta. Stiamo cercando di accogliere al meglio le persone, per ora nella scuola media, nel caso non bastasse, se la situazione si fa brutta e servisse una tendopoli, stiamo valutando se farla nel campo sportivo". Il primo cittadino ha detto di non avere il numero esatto delle case inagibili: "In pratica abbiamo perso tutto il patrimonio artistico. Sono venute giù le chiese, le torri. Il teatro è crepato, ma per ora ha retto. Non abbiamo notizie di danni alle persone, se non lievi escoriazioni. Per fortuna: quando si parla di persone, tutto il resto passa in secondo piano". Il Municipio è proprio di fronte alla Rocca, l'edificio principale del paese, dove fra l'altro si tenevano le sedute consiliari: "Mi piange il cuore – ha detto Silvestri –  è il nostro gioiello, anche se ripeto che le persone sono molto più importanti. Non potremo più fare i Consigli lì, dovremo rivedere molte cose. Per fortuna le abitazioni civili hanno praticamente tenuto tutte. Pur non essendo del tutto a posto con le norme antisismiche. Va detto che questa zona fino ad oggi era classificata a rischio sismico molto basso".

Ore 12,40 – La Provincia di Modena sbloccherà il piano investimenti per destinare risorse ai Comuni colpiti
La Provincia ha deciso di bloccare il piano investimenti 2012 per recuperare risorse da destinare ai Comuni colpiti. Lo comunica l’assessore alla Protezione civile della Provincia di Modena, Stefano Vaccari, via Twitter.

Ore 11,46 – Gravi danni al patrimonio cultuale
Il terremoto che ha colpito il Nord Italia questa notte ha causato "notevoli danni" al patrimonio culturale. Lo afferma il Mibac in una nota. "Il ministero per i Beni e le attività culturali – si legge –, sin dalle primissime ore a seguito del sisma che ha colpito le province di Ferrara e Modena, ha preso parte al Comitato operativo della Protezione civile attivando le proprie strutture territoriali per la gestione dell'emergenza, secondo quanto previsto dal protocollo operativo dell'unità di crisi voluta dal ministro Ornaghi. I danni al patrimonio culturale, ad una prima ricognizione, risultano notevoli. Si stanno organizzando apposite squadre per le verifiche più accurate in collaborazione con i vigili del fuoco e la Protezione Civile. D'intesa con la prefettura – conclude la nota – è stata disposta, inoltre, la chiusura dei tre musei statali di Ferrara: la Pinacoteca Nazionale, il Museo Archeologico e la Casa Romei".

Ore 11,45 – Chiesto lo stato di emergenza nazionale
Il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani ha chiesto lo stato di emergenza nazionale.  "Ci sono ingenti danni e purtroppo vittime" ha detto il presidente spiegando che "il lavoro di messa in sicurezza va avanti in coordinamento tra il dipartimento nazionale, la rete della Protezione civile e i sindaci. Parallelamente va avanti la verifica dei danni. Ma la priorità resta la sicurezza delle persone".

Ore 11.17 – Sale a sei il bilancio delle vittime
Nessuna speranza di ritrovare in vita l'operaio disperso nel crollo del tetto della fonderia Tecopress di Sant'Agostino (Ferrara) causato dal terremoto. Sale così a sei il numero delle vittime provocate dal terremoto in Emilia-Romagna. Una scossa di magnitudo 5.9, forte quasi quant o quella che il 6 aprile 2009 ha distrutto l'Aquila, con epicentro 36 chilometri a nord di Bologna, tra le province di Modena e Ferrara, dove si registrano anche una cinquantina di feriti, nessuno dei quali in gravi condizioni, e ingenti danni a chiese ed edifici storici. Quattro vittime sono operai, uccisi dal crollo dei capannoni in cui stavano lavorando in provincia di Ferrara: due alla Sant'Agostino Ceramiche, un'altro alla fonderia Tecopress di Dosso e un'altro ancora in una azienda di polistirolo a Ponte Rodoni di Bondeno. Le altre due vittime sono una ultracentenaria di Sant'Agostino e una tedesca di 37 anni che si trovava a Bologna per lavoro. Ad uccidere entrambe lo spavento per il forte terremoto, che è stato avvertito in tutto il nord Italia.
Finale dopo il sisma (foto Davide Mantovani)

Finale dopo il sisma (foto Davide Mantovani)



Ore 11,03 – Il centro di Finale Emilia evacuato: crollata la torre del castello
Crollata la torre più alta del castello, tranciata a metà la torre dei modenese e parte dello storico palazzo dei veneziani, da dove sono stati tratti in salvo una decina di residenti. Il sisma di stamane ha messo in ginocchio Finale Emilia, nel modenese, ipocentro della scossa avvertita in tutto il Nord Italia. Il centro storico della cittadina è stato evacuato per sicurezza e, nel campo sportivo, sono state attrezzate le tende dove la protezione civile, il 118 e il personale del Comune stanno fornendo assistenza primaria alla popolazione che non può fare rientro nelle abitazioni. Danneggiata anche la torre dell'orologio del municipio. Da stamane sono state circa una ventina le scosse d'assestamento. Nel modenese, non si registrano vittime, a Finale solo una cinquantina di feriti lievi.

Ore 11 – A Finale notato aumento dell’acqua nei fossi prima del sisma
Prima del terremoto ci sarebbe stato un aumento del livello dell'acqua dei pozzi e dei fossi attorno a Finale Emilia, e alcune aree sarebbero state allagate dall'apertura di fontanazzi, come nel caso della via Fruttarola, all'uscita dal paese, come documentano alcune foto scattate da un agricoltore. Durante la scossa, la sensazione avuta da diversi residenti è stata come se dal terreno uscissero aria e sabbia. Altro particolare è stato l'immobilismo dei lampadari.
La chiesa di Fossa di Concordia, a 5 km da Mirandola

La chiesa di Fossa di Concordia, a 5 km da Mirandola


Ore 10,51 – Battaglioni mobili dei carabinieri nelle aree colpite
Carabinieri del Nucleo di Tutela Patrimonio Culturale dell'Emilia Romagna sono stati inviati nelle zone devastate dalle scosse, per eseguire un monitoraggio di dettaglio delle strutture che hanno riportato lesioni. Essi affiancheranno costantemente i Carabinieri dell'Arma locale anche nelle riunioni che sono in corso di svolgimento presso le Prefetture di Modena e Ferrara, maggiormente colpite. Inviati anche contingenti di militari dei battaglioni mobili, per garantire una copertura delle aree colpite per tutti i necessari servizi di vigilanza e supporto alle operazioni di soccorso e messa in sicurezza: 30 a Ferrara e 20 a Modena. Ad essi si aggiungono 2 unità cinofile che supporteranno le squadre di soccorso.

Ore 10,56 – Bimba sotto le macerie, ma calma
"La bimba è rimasta calma, pur sommersa da una coltre di un metro e mezzo di macerie. È il papà è stato un leone per liberarle il viso e farla respirare. Poi la protezione civile ha fatto il resto". A parlare è Andrea Giovanardi, 50 anni, vicino di casa di Bartolomeo Vultaggio che ha aiutato nei primi soccorsi alla piccola Vittoria. "Barto urlava di aiutarlo – dice Giovanardi – Io ero in pigiama, mi sono vestito e, devo essere sincero, c'era una parte del tetto che penzolava e la terra che tremava di continuo. Pensavo che se fosse venuto giù il resto saremmo morti anche noi. Ma Barto si è buttato nella stanza della bimba. Poi mi ha detto che quello che penzolava era solo polistirolo, isolante del coperto. L'ho seguito. Lui chiamava Vittoria, e Vittoria rispondeva in qualche modo. Siamo riusciti a raggiungerla, a liberarle il viso, a farla respirare. Le abbiamo dato acqua. I soccorsi sono arrivati un'ora dopo, non riuscivamo a chiamarli. Un'altra ora è servita per estrarla dalle macerie. Illesa. Un miracolo. Era sul letto. Si è salvata perchè il letto era accostato alla parete".

Ore 10.40 – Vittoria è salva grazie a una telefonata partita da New York
Vittoria è salva, la bimba di Finale Emilia travolta dalle macerie è stata protetta da due travi. Qualche contusione, tanto spavento, ma nessuna ferita seria.  E' la parola più usata da chi racconta la storia della piccola di 5 anni è miracolo. Dopo il terremoto della scorsa notte, la bambina è stata salvata dai vigili del fuoco avvertiti da una telefonata arrivata da New York. E' stato infatti un medico italiano che da due anni vive e lavora negli Usa a chiamare il 113, interpellato dalla madre che non riusciva a chiamare gli aiuti, a contattare i soccorritori. La sala operativa della questura di Roma ha immediatamente attivato i vigili del fuoco e la polizia di Modena e in poco tempo Vittoria è stata raggiunta, tratta in salvo e trasportata in ospedale a Carpi. La sua cameretta, al primo piano, era stata travolta dall'antica torre secentesca degli Obici.

Ore 10,38 – Ricognizioni sulla rete ferroviaria
Dopo il sisma registrato questa notte a nord di Bologna, sono in corso le ricognizioni tecniche di Rete ferroviaria italiana per verificare la completa integrità delle infrastrutture lungo le linee che attraversano le aree colpite. Al termine di queste operazioni, immediatamente avviate questa notte, se i previsti accertamenti non evidenzieranno conseguenze tali da imporre ulteriori stop, sarà riattivata la circolazione ferroviaria. Tra le 6.00 e le 7.15 sono state già riattivate le linee e tratte Milano -Venezia, Verona - Brennero, Verona - Poggio Rusco, Piacenza -Parma, Bologna - Prato, Padova - Occhiobello.

Ore 10,06 – Gabrielli raggiunge le zone colpite dal sisma
Il capo dipartimento della Protezione civile, prefetto Franco Gabrielli, accompagnato dai direttori dell'ufficio gestione delle emergenze, Fabrizio Curcio, e Rischio Sismico, Mauro Dolce, si sta recando sui luoghi colpiti dal forte terremoto. Dopo un sorvolo dell'area, il capo dipartimento si recherà nelle prefetture di Ferrara e Modena per stabilire, in stretto raccordo con la regione e le autorità locali, le eventuali misure da intraprendere. Il coordinamento per l'organizzazione dei servizi di soccorso e assistenza alla popolazione colpita e degli  interventi provvisionali necessari è affidato al Capo Dipartimento. Due elicotteri stanno sorvolando le Province di Modena e Ferrara allo scopo di verificare situazioni critiche per segnalarle ai Comandi territoriali. Due squadre di soccorso di Carabinieri sono state approntate e inviate a Finale Emilia (MO) e a Cento (FE). Nelle squadre presente anche personale sanitario dell'Arma.

Ore 10 – Controlli nelle case isolate
I carabinieri dell'Emilia Romagna effettuano verifiche nelle case isolate nelle Province di Modena e Ferrara; immediatamente a seguito delle scosse di terremoto che hanno colpito questa Regione e altre Regioni del Nord. Dai vari Comandi provinciali della Regione Emilia Romagna sono stati attivati i servizi di soccorso e di verifica delle necessità della popolazione.
Malati e anziani sfollati

Malati e anziani sfollati


Ore 9.46 – Sale a quattro il bilancio dei morti
Quattro morti, oltre 200 interventi richiesti ai centralini del 118 tra Modena e Ferrara, e un disperso. Si aggrava il bilancio del terremoto che ha colpito l'Emilia Romagna. Oltre ai tre operai rimasti schiacciati nel crollo dei capannoni di Ponte Rodoni di Bondeno e di Sant'Agostino (Ferrara), il sisma ha causato anche il malore che ha provocato la morte di una donna tedesca di 37 anni a Sant'Alberto di San Pietro in Casale (Bologna). Una quinta persona, un operaio anche in questo caso, risulta invece dispersa nel crollo del tetto della fonderia Tecopress di Dosso, frazione di Sant'Agostino. I danni principali nelle province di Modena e Ferrara, dove si registrano numerosi crolli a chiese ed edifici storici. Evacuati i 35 pazienti dell'ospedale di Finale Emilia, tra cui una donna incinta, che è stata trasportata al policlinico modenese.

Ore 09,30 – Palazzo dei Veneziani crollato a Finale, salvi in 11
Il Palazzo dei Veneziani, storico edificio di Finale Emilia, gravemente colpito dal terremoto, è parzialmente crollato ma le 11 persone di tre famiglie che vi abitavano si sono miracolosamente salvate. Per uscire dalla corte hanno dovuto abbattere a spintoni un muro di cinta. A raccontarlo uno dei superstiti, Vincenzo Stefanile, che ha negato che ci siano stati feriti nel crollo. “In casa è venuto giù tutto, mobili, televisore, piatti, lampadari, ma non ci siamo fatti niente – ha detto – siamo tre nuclei, il crollo per fortuna ha riguardato il tetto e un solaio dove non c'era nessuno. Siamo riusciti a salvarci, senza danni”.

Ore 09,20 – Evacuato l’ospedale di Mirandola
Continuano le operazioni per l’evacuazione dell’ospedale di Mirandola. I malati sono stati trasferiti al Policlinico e a Baggiovara di Modena. Secondo l'Asl di Modena, tra i pazienti non ci sono emergenze. In sostanza, piuttosto che lasciarli ancora in ambulanze o tende fuori dall'ospedale, e anche per via della pioggia che ha cominciato a cadere su Mirandola, si è preferito smistare le persone tra gli ospedali di Modena (Baggiovara e Policlinico), Sassuolo e Pavullo, che hanno posti letto disponibili. I pazienti sono quindi in fila, davanti all'ospedale, in attesa di salire su ambulanze o pulmini, ognuno verso la sua destinazione.
Le strade di San Felice

Le strade di San Felice


Ore 08,12 – A fine gennaio due forti scosse avevano già scosso la terra in Emilia
Due forti scosse di terremoto, che non avevano provocato vittime ma danni e molta paura, avevano già colpito l'Emilia a fine gennaio, mercoledì 25 e venerdì 27. Nel primo caso il cuore del sisma, di magnitudo 4.9, era stato localizzato tra Brescello, Poviglio e Castelnovo Sotto, nel Reggiano; due giorni dopo, alle 15.53, un sisma di magnitudo 5.4 aveva avuto per epicentro l'Alto Appennino parmense, tra Corniglio, Berceto e Monchio delle Corti. Due scosse forti, dunque, ma anche profonde, molto più di quella principale della scorsa notte: 33 chilometri la prima, ben 60,8 chilometri la seconda. Tra gli edifici più danneggiati da quelle due scosse ravvicinate ci fu la Reggia di Colorno; nella prima scossa rimase danneggiata anche la chiesa di Brescello, il paese di Peppone e don Camillo nella Bassa reggiana, dove alcuni calcinacci caddero in chiesa.

Ore 08,07 – Piano anti-sciacallaggio dei carabinieri a Modena
I carabinieri hanno attivato un piano anti-sciacallaggio in provincia di Modena, epicentro del terremoto che ha causato nella zona ingenti danni a chiese ed edifici storici. Lo rende noto il comando provinciale dei carabinieri, che si è subito attivato insieme alle altre forze dell'ordine per soccorrere le decine di persone che poco dopo le 4 si sono riversate per strada. Sono in corso i primi sopralluoghi, a Modena e nei centri della provincia, per valutare le lesioni che il sisma ha causato agli edifici.
Intere famiglie sulle strade

Intere famiglie sulle strade


Ore 07.35 – La piccola Vittoria sotto le macerie
A
Finale Emilia si cerca disperatamente Vittoria, una bimba di cinque
anni rimasta sotto le macerie. La sua cameretta, al primo piano, è stata
travolta dall'antica torre secentesca degli Obici, fresca di restauro.

Ore 07,30 – Tre morti e diversi feriti
È di tre morti il bilancio, ancora provvisorio, della forte scossa di terremoto avvertita all'alba in tutto il Nord Italia. Le vittime in Emilia-Romagna, dove si è registrato l'epicentro del sisma di magnitudo 5.9, tutte in provincia di Ferrara: due a Sant'Agostino, nel crollo di una fabbrica di ceramica, e una a Ponte Rodoni di Bondeno, dove è caduto il capannone di un'azienda a ciclo continuo di polistirolo espanso. Ingenti danni anche in provincia di Modena, dove sono segnalati diversi crolli. La scossa è stata registrata dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 4.04, seguita da due repliche di intensità minore: una di 3.3 alle 5.35 e un'altra di 2.9 alle 5.44. L'epicentro nella pianura padana emiliana, a 6,3 chilometri di profondità, in provincia di Modena, dove secondo le forze dell'ordine si registrano una cinquantina di feriti non gravi. I danni principali a San Felice, dove è crollata la chiesa e vengono segnalate gravi lesioni a molti edifici storici tra cui il municipio, e a Finale Emilia, dove per precauzione è stato evacuato l'ospedale.

Ore 04,20 – Sisma in Emilia: epicentro nel Modenese
 Secondo l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia  l'epicentro del terremoto di magnitudo 5.9 avvenuto alle 04.04 è stato nella Pianura padana emiliana, a pochi chilometri da Finale Emilia, nel modenese. La zona epicentrale è stata individuata in un'area che comprende le province di Bologna, Modena, Mantova, Ferrara e Rovigo. Tra i più vicini all'epicentro figurano i comuni mantovani di Borgofranco sul Po, Carbonara di Po, Felonica, Magnacavallo, Pieve di Coriano, Poggio Rusco, Revere, San Giovanni del Dosso, Schivenoglia, Sermide e Villa Poma, quelli rovigotti di Vergantino, Calto, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Ceneselli e Melara, quelli modenesi di Camposanto, Medolla, Mirandola, San felice sul Panaro, quelli bolognesi di Crevalcore, Pieve di  Cento, e quelli ferraresi Bondeno, Cento e Sant'Agostino.

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