Pdl e camorra: Leoni chiede pulizia e il partito pensa alle querele

Il Coordinamento provinciale censura le "speculazioni" fatte dal consigliere: sono lesive dell'immagine e onorabilità dei pidiellini

Il consigliere regionale Pdl Andrea Leoni

Il consigliere regionale Pdl Andrea Leoni

MODENA – Alla richiesta di far pulizia nel partito il Pdl risponde con una querela. Il giorno successivo alle polemiche sulla presenza di un iscritto (più 2 respinti) tra gli otto arrestati per estorsioni legate alla camorra, il consigliere regionale pidiellino Andrea Leoni si trova al centro delle ire dei colleghi di partito. "Chiedo pulizia nel partito – spiega il consigliere – e la risposta che mi arriva è che devono decidere se querelarmi o deferirmi ai probiviri". Dopo il congresso provinciale uscito dal commissariamento di Denis Verdini dove non partecipò la corrente di Isabella Bertolini, la deputata ed ex coordinatrice che per prima puntò il dito contro le infiltrazioni, ora il consigliere regionale annuncia di essere stato preso di mira dai vertici provinciali. "Meglio tentare di accusare chi chiede chiarezza invece di mettere in campo azioni che favoriscano il controllo di chi ha tesserato gente poco raccomandabile" continua Leoni che poi chiede: "Per il Pdl modenese se denunci un tentativo di infiltrazione della camorra devi essere inquisito?".
Leoni aggiunge che al comitato provinciale di ieri ci sono state "ore di accesa discussione per decidere se querelare il sottoscritto o deferirmi ai probiviri" e solo alcuni rappresentanti del partito "si sono schierati contro la proposta di querela o di deferimento". Il consigliere si ritiene così "criminalizzato da una parte del partito per motivi che a questo punto fanno sorgere tanti interrogativi". "Alla fine – conclude – continuo a fare sempre la stesse domande: chi ha iscritto queste persone al Pdl? Getta discredito sul Pdl chi chiede trasparenza o chi tessera gente che viene arrestata per camorra?".

Il Pdl censura le "speculazioni" di Leoni con voto unanime
Il Coordinamento provinciale del Pdl di Modena ha censurato con voto unanime le "speculazioni fatte dal consigliere regionale Leoni, ritenendole lesive dell’immagine ed onorabilità  delle donne e degli uomini che costituiscono il Popolo della libertà di Modena". Lo fa sapere il vicecoordinatore vicario del partito Alessandro Lei. "Dopo lo straordinario lavoro svolto dal commissario Verdini - precisa Lei - non accettiamo lezioni da chi, fondando un nuovo movimento, tradisce il mandato degli elettori ponendosi sostanzialmente fuori dal partito, e da chi ha contribuito alla caduta del Governo Berlusconi". Il vicecoordinatore vicario modenese precisa anche che il Pdl è "dalla parte delle forze dell’ordine e della Magistratura senza se e senza ma". Per questa ragione, aggiunge Lei, è stato chiesto "che si vada fino in fondo nella verifica di eventuali responsabilità penali, sia nei confronti di chi avesse favorito una eventuale infiltrazione nel Pdl di Modena della criminalità organizzata, sia nei confronti di chi continua ad alimentare campagne diffamatorie e calunniose nei confronti del Pdl e dei suoi dirigenti".

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